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ASABERG: Associazione delle Scuole Autonome della
provincia di BERGamo
Relatore: Prof. Giuseppe Pea
Anno Scolastico: 2008/2009
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programma
CALENDARIO DEI CORSI
Ponte Nossa dalle ore 16.40
alle ore 18.40
| N° |
Giorno |
Data |
| 1 |
Venerdì |
26
settembre 2008 |
| 2 |
" |
03
ottobre 2008 |
3 |
" |
10
ottobre 2008 |
4 |
" |
24
ottobre 2008 |
5 |
" |
31
ottobre 2008 |
6 |
" |
07
novembre 2008 |
7 |
" |
21
novembre 2008 |
8 |
" |
28
novembre 2008 |
9 |
" |
05
dicembre 2008 |
Clusone dalle ore 14.30 alle ore 16.30
| N° |
Giorno |
Data |
| 1 |
Venerdì |
26
settembre 2008 |
| 2 |
" |
03
ottobre 2008 |
3 |
" |
10
ottobre 2008 |
4 |
" |
24
ottobre 2008 |
5 |
" |
31
ottobre 2008 |
6 |
" |
07
novembre 2008 |
7 |
" |
21
novembre 2008 |
8 |
" |
28
novembre 2008 |
9 |
" |
05
dicembre 2008 |
Stezzano dalle ore 16.30 alle ore 19.30
| N° |
Giorno |
Data |
| 1 |
Lunedì |
29
settembre 2008 |
| 2 |
" |
06
ottobre 2008 |
3 |
" |
13
ottobre 2008 |
4 |
" |
20
ottobre 2008 |
5 |
" |
27
ottobre 2008 |
6 |
" |
03
novembre 2008 |
Per qualunque variazione di giorni
e di orari non ci sono ostacoli, se ne possono
concordare altri.
PONTE NOSSA (ore 16,40 – 18,40 2 ore per
ogni incontro)
| CONCETTI
E CONTENUTI TRATTATI NEGLI INCONTRI |
| |
SCUOLE
DELL’INFANZIA E PRIMARIA (1ª, 2ª) |
1° |
Questioni
epistemologiche e metodologiche inerenti la didattica per
bambini dai 3 agli 8 anni di età mentale. |
2° |
Importanza
dell’esperienza e del gioco motorio. Il percorso che
porta alla concettualizzazione delle categorie spaziali.
Piani ed assi corporei. |
3° |
Il
percorso che porta alla concettualizzazione delle categorie
spaziali (2ª parte). I riferimenti spaziali e le classi
posizionali |
4° |
I
reperimenti spaziali e la codifica-decodifica degli spazi.
Le trasformazioni inerenti posizioni ed orientamenti spaziali.
Il primo approccio alla geometria. |
5° |
La
motoria, l’agire e le categorie temporali. Il controllo
fine delle tonalità muscolari e l’esperienza
della simultaneità. |
6° |
Importanza
della simultaneità nell’aritmetica. I problemi
di discalculia. |
7° |
Il
conteggio come fondamento del numero e delle operazioni
aritmetiche; Le diverse origini del numero. Dimensionale,
ordinale, cardinale ed etichetta. |
8° |
Il
gioco ed il numero nella scuola dell’infanzia. La
valenza e il suo ruolo nella strutturazione del numero. |
9° |
Dalle
valenze della scuola dell’infanzia alle valenze pattuite
della scuola pr imaria. Il calcolo mentale e la logica nei
problemi. |
CLUSONE (ore 14.30 – 16.30 2 ore per ogni incontro)
| CONCETTI
E CONTENUTI TRATTATI NEGLI INCONTRI |
| |
SCUOLE
PRIMARIA (3ª, 4ª e 5ª) E SECONDARIA DI 1°
GRADO |
1° |
Lo
stato dell’educazione matematica in Italia relativamente
alla scuola dell’obbligo. (primaria e secondaria) |
2° |
Le
operazioni di relazione ed i numeri relazionali nel 2°
ciclo della scuola primaria. Il differenziare ed i numeri
relativi. (primaria) |
3° |
Il
rapportare, le frazioni ed i numeri decimali. (primaria) |
4° |
I
numeri relativi ed i numeri razionali nella scuola secondaria
di 1° grado. Loro rappresentazioni con linguaggi logico
geometrici. (secondaria) |
5° |
Le
corrispondenze e le relazioni fra grandezze. Le proporzionalità
nelle scienze, nei problemi economico-mercantili, in geometria.
(secondaria) |
6° |
Le
diverse origini della moltiplicazione aritmetica. Il calcolo
mentale ed i problemi di discalculia. Le diverse tecniche
del calcolo scritto. (primaria) |
7° |
Gli
elementi, le espressioni ed il calcolo algebrici. Considerazione
dell’algebra nelle nuove indicazioni curricolari.
(secondaria) |
8° |
La
geometria e le sue radici nelle concezioni spaziali. Le
trasformazioni geometriche e l’importanza della invarianza.
(primaria) |
9° |
Le
grandezze geometrico-scientifiche e le metriche. Il caso
delle ampiezze angolari e della loro misura. I teoremi in
geometria. (primaria e secondaria) |
STEZZANO (ore 16.30 – 19.30 3 ore per ogni incontro)
| CONCETTI
E CONTENUTI TRATTATI NEGLI INCONTRI |
| |
SCUOLE
DELL’INFANZIA E PRIMARIA (1ª, 2ª) |
1° |
Questioni
epistemologiche e metodologiche inerenti la didattica per
bambini dai 3 agli 8 anni di età mentale . Importanza
dell’esperienza e del gioco motorio |
2° |
Il
percorso che porta alla concettualizzazione delle categorie
spaziali. Piani ed assi corporei. I riferimenti spaziali
e le classi posizionali. |
3° |
Il
percorso che porta alla concettualizzazione delle categorie
spaziali (2ª parte). I reperimenti spaziali e la codifica-decodifica
degli spazi. Le trasformazioni inerenti posizioni ed orientamenti
spaziali. Il primo approccio alla geometria. |
4° |
La
motoria, l’agire e le categorie temporali. Il controllo
fine delle tonalità muscolari e l’esperienza
della simultaneità. Importanza della simultaneità
nell’aritmetica I problemi di discalculia. |
5° |
Il
conteggio come fondamento del numero e delle operazioni
aritmetiche; Le diverse origini del numero. Dimensionale,
ordinale, cardinale ed etichetta. Il gioco ed il numero
nella scuola dell’infanzia. |
6° |
La
valenza e il suo ruolo nella strutturazione del numero.
Dalle valenze della scuola dell’infanzia alle valenze
pattuite della scuola primaria. Il calcolo mentale e la
logica nei problemi. |
Se i docenti partecipanti al corso dovessero manifestare la
necessità di affrontare altri concetti e contenuti
ritenuti più adatti alle loro esigenze scolastiche, possono
richiederlo nell’occasione del 1° incontro.
I corsi di Ponte Nossa e di Stezzano si potrebbero
chiamare “Giocare con la matematica”
per riferirsi all’attività educativa che, in campo
matematico, va esplicata dalla scuola d’infanzia al primo
ciclo della scuola primaria, ciò per non creare fraintendimenti.
Il primo possibile è quello di chi potrebbe
vedere in prospettiva la tendenza a praticare, per la scuola dell’infanzia,
già un’attività di insegnamento-apprendimento
sistematico con bambini di 3-5 anni, pratica deleteria e dannosa
e quindi da evitare. Il danno che si paventa è dovuto all’età
che rende impossibile la consapevole acquisizione di capacità
e competenze matematiche che devono pertanto venire rimandate
alla scuola primaria perché sono proprie di quel livello
scolare.
Un altro possibile fraintendimento è quello
che si rende fautore di un anticipo degli insegnamenti da praticarsi
prima della scuola naturale sede di essi, la scuola primaria;
così, nella scuola dell’infanzia, forme di pre-lettura,
pre-scrittura, pre-aritmetica, pre-apprendimento logico o geometrico,
vanno evitate perché presuppongono un’innaturale
pretesa di costrizione ad attività di tipo “cognitivo”
non in sintonia con lo sviluppo globale del bambino, che si situa
nello stadio del pensiero preoperatorio e costruisce le categorie
di interpretazione della realtà esterna a sé nella
dimensione del piacere senso-percettivo-motorio con l’emotività
che fa da sfondo in ogni esperienza di vissuto.
Con il termine “giocare” si intende
porre l’accento sulla possibilità/necessità
di accrescere la spontaneità ed il piacere di far giochi
come esperienze protomatematiche, come percorso di attività
in continuità educativa dalla scuola d’infanzia alla
scuola primaria pensato e costruito dagli insegnanti dei due contesti
scolastici per porre l’accento sulla natura esclusivamente
preparatoria ai vari insegnamenti matematici, preparatoria più
in senso generale e psicologico- linguistico che non strutturante
abilità specifiche.
Si tratta, in sostanza, di preparare il terreno alla formazione
di una mentalità adatta a ricevere a tempo opportuno la
matematica, ad un modo di fare, di guardare se stessi in relazione
a spazio, tempo, oggetti, materiali e di pensare-agire mirando
alla formazione della capacità di far uso consapevole del
linguaggio. Ciò insieme all’opportunità di
avviare a sentimenti di simpatia e di piacere nell’affrontare
temi di natura matematica, in opposizione a quanto spesso accade
(repulsione, odio, antipatie indotte nei riguardi della matematica,
inculcati fin dai primi anni di scuola).
Il linguaggio da usare sempre durante le attività
di natura matematica sarà spontaneo, naturale, facile;
è da evitare il ricorso al formalismo od all’uso
di terminologie matematiche specifiche, del tutto inopportune
a questa età. Occorre invece porre attenzione all’uso
consapevole e opportunamente utilizzato di nomenclature e terminologie
che, anche se personali e di fantasia, esprimono però chiaramente
l’avvenuta presa di possesso da parte dei bambini di un’idea,
di un concetto.
L’intervento pedagogico deve quindi caratterizzarsi
non come insegnamento ma come capacità/opportunità
di elaborazione dell’esperienza offerta al bambino nel suo
complesso.
Relatore: Prof. Giuseppe Pea
Via Scarampella, 54
25127 Brescia
TEL: 030/312805
CELL: 338/8155887
E-MAIL: giuseppe.pea@alice.it
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