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Quarta parte del corso iniziato nell'anno scolastico 2005/2006
Matematica e l'ambito matematico-motorio-tecnologico

ASABERG: Associazione delle Scuole Autonome della provincia di BERGamo
Relatore: Prof. Giuseppe Pea
Anno Scolastico: 2008/2009

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CALENDARIO DEI CORSI

Ponte Nossa dalle ore 16.40 alle ore 18.40

Giorno
Data
1
Venerdì
26 settembre 2008
2
"
03 ottobre 2008
3
"
10 ottobre 2008
4
"
24 ottobre 2008
5
"
31 ottobre 2008
6
"
07 novembre 2008
7
"
21 novembre 2008
8
"
28 novembre 2008
9
"
05 dicembre 2008



Clusone
dalle ore 14.30 alle ore 16.30

Giorno
Data
1
Venerdì
26 settembre 2008
2
"
03 ottobre 2008
3
"
10 ottobre 2008
4
"
24 ottobre 2008
5
"
31 ottobre 2008
6
"
07 novembre 2008
7
"
21 novembre 2008
8
"
28 novembre 2008
9
"
05 dicembre 2008



Stezzano
dalle ore 16.30 alle ore 19.30

Giorno
Data
1
Lunedì
29 settembre 2008
2
"
06 ottobre 2008
3
"
13 ottobre 2008
4
"
20 ottobre 2008
5
"
27 ottobre 2008
6
"
03 novembre 2008


Per qualunque variazione di giorni e di orari non ci sono ostacoli, se ne possono concordare altri.



PONTE NOSSA (ore 16,40 – 18,40 2 ore per ogni incontro)

CONCETTI E CONTENUTI TRATTATI NEGLI INCONTRI
 
SCUOLE DELL’INFANZIA E PRIMARIA (1ª, 2ª)
Questioni epistemologiche e metodologiche inerenti la didattica per bambini dai 3 agli 8 anni di età mentale.
Importanza dell’esperienza e del gioco motorio. Il percorso che porta alla concettualizzazione delle categorie spaziali. Piani ed assi corporei.
Il percorso che porta alla concettualizzazione delle categorie spaziali (2ª parte). I riferimenti spaziali e le classi posizionali
I reperimenti spaziali e la codifica-decodifica degli spazi. Le trasformazioni inerenti posizioni ed orientamenti spaziali. Il primo approccio alla geometria.
La motoria, l’agire e le categorie temporali. Il controllo fine delle tonalità muscolari e l’esperienza della simultaneità.
Importanza della simultaneità nell’aritmetica. I problemi di discalculia.
Il conteggio come fondamento del numero e delle operazioni aritmetiche; Le diverse origini del numero. Dimensionale, ordinale, cardinale ed etichetta.
Il gioco ed il numero nella scuola dell’infanzia. La valenza e il suo ruolo nella strutturazione del numero.
Dalle valenze della scuola dell’infanzia alle valenze pattuite della scuola pr imaria. Il calcolo mentale e la logica nei problemi.



CLUSONE
(ore 14.30 – 16.30 2 ore per ogni incontro)

CONCETTI E CONTENUTI TRATTATI NEGLI INCONTRI
 
SCUOLE PRIMARIA (3ª, 4ª e 5ª) E SECONDARIA DI 1° GRADO
Lo stato dell’educazione matematica in Italia relativamente alla scuola dell’obbligo. (primaria e secondaria)
Le operazioni di relazione ed i numeri relazionali nel 2° ciclo della scuola primaria. Il differenziare ed i numeri relativi. (primaria)
Il rapportare, le frazioni ed i numeri decimali. (primaria)
I numeri relativi ed i numeri razionali nella scuola secondaria di 1° grado. Loro rappresentazioni con linguaggi logico geometrici. (secondaria)
Le corrispondenze e le relazioni fra grandezze. Le proporzionalità nelle scienze, nei problemi economico-mercantili, in geometria. (secondaria)
Le diverse origini della moltiplicazione aritmetica. Il calcolo mentale ed i problemi di discalculia. Le diverse tecniche del calcolo scritto. (primaria)
Gli elementi, le espressioni ed il calcolo algebrici. Considerazione
dell’algebra nelle nuove indicazioni curricolari. (secondaria)
La geometria e le sue radici nelle concezioni spaziali. Le trasformazioni geometriche e l’importanza della invarianza. (primaria)
Le grandezze geometrico-scientifiche e le metriche. Il caso delle ampiezze angolari e della loro misura. I teoremi in geometria. (primaria e secondaria)



STEZZANO
(ore 16.30 – 19.30 3 ore per ogni incontro)

CONCETTI E CONTENUTI TRATTATI NEGLI INCONTRI
 
SCUOLE DELL’INFANZIA E PRIMARIA (1ª, 2ª)
Questioni epistemologiche e metodologiche inerenti la didattica per bambini dai 3 agli 8 anni di età mentale . Importanza dell’esperienza e del gioco motorio
Il percorso che porta alla concettualizzazione delle categorie spaziali. Piani ed assi corporei. I riferimenti spaziali e le classi posizionali.
Il percorso che porta alla concettualizzazione delle categorie spaziali (2ª parte). I reperimenti spaziali e la codifica-decodifica degli spazi. Le trasformazioni inerenti posizioni ed orientamenti spaziali. Il primo approccio alla geometria.
La motoria, l’agire e le categorie temporali. Il controllo fine delle tonalità muscolari e l’esperienza della simultaneità. Importanza della simultaneità nell’aritmetica I problemi di discalculia.
Il conteggio come fondamento del numero e delle operazioni aritmetiche; Le diverse origini del numero. Dimensionale, ordinale, cardinale ed etichetta. Il gioco ed il numero nella scuola dell’infanzia.
La valenza e il suo ruolo nella strutturazione del numero. Dalle valenze della scuola dell’infanzia alle valenze pattuite della scuola primaria. Il calcolo mentale e la logica nei problemi.



Se i docenti partecipanti al corso dovessero manifestare la necessità di affrontare altri concetti e contenuti ritenuti più adatti alle loro esigenze scolastiche, possono richiederlo nell’occasione del 1° incontro.

I corsi di Ponte Nossa e di Stezzano si potrebbero chiamare “Giocare con la matematica” per riferirsi all’attività educativa che, in campo matematico, va esplicata dalla scuola d’infanzia al primo ciclo della scuola primaria, ciò per non creare fraintendimenti. Il primo possibile è quello di chi potrebbe vedere in prospettiva la tendenza a praticare, per la scuola dell’infanzia, già un’attività di insegnamento-apprendimento sistematico con bambini di 3-5 anni, pratica deleteria e dannosa e quindi da evitare. Il danno che si paventa è dovuto all’età che rende impossibile la consapevole acquisizione di capacità e competenze matematiche che devono pertanto venire rimandate alla scuola primaria perché sono proprie di quel livello scolare.
Un altro possibile fraintendimento è quello che si rende fautore di un anticipo degli insegnamenti da praticarsi prima della scuola naturale sede di essi, la scuola primaria; così, nella scuola dell’infanzia, forme di pre-lettura, pre-scrittura, pre-aritmetica, pre-apprendimento logico o geometrico, vanno evitate perché presuppongono un’innaturale pretesa di costrizione ad attività di tipo “cognitivo” non in sintonia con lo sviluppo globale del bambino, che si situa nello stadio del pensiero preoperatorio e costruisce le categorie di interpretazione della realtà esterna a sé nella dimensione del piacere senso-percettivo-motorio con l’emotività che fa da sfondo in ogni esperienza di vissuto.

Con il termine “giocare” si intende porre l’accento sulla possibilità/necessità di accrescere la spontaneità ed il piacere di far giochi come esperienze protomatematiche, come percorso di attività in continuità educativa dalla scuola d’infanzia alla scuola primaria pensato e costruito dagli insegnanti dei due contesti scolastici per porre l’accento sulla natura esclusivamente preparatoria ai vari insegnamenti matematici, preparatoria più in senso generale e psicologico- linguistico che non strutturante abilità specifiche.
Si tratta, in sostanza, di preparare il terreno alla formazione di una mentalità adatta a ricevere a tempo opportuno la matematica, ad un modo di fare, di guardare se stessi in relazione a spazio, tempo, oggetti, materiali e di pensare-agire mirando alla formazione della capacità di far uso consapevole del linguaggio. Ciò insieme all’opportunità di avviare a sentimenti di simpatia e di piacere nell’affrontare temi di natura matematica, in opposizione a quanto spesso accade (repulsione, odio, antipatie indotte nei riguardi della matematica, inculcati fin dai primi anni di scuola).

Il linguaggio da usare sempre durante le attività di natura matematica sarà spontaneo, naturale, facile; è da evitare il ricorso al formalismo od all’uso di terminologie matematiche specifiche, del tutto inopportune a questa età. Occorre invece porre attenzione all’uso consapevole e opportunamente utilizzato di nomenclature e terminologie che, anche se personali e di fantasia, esprimono però chiaramente l’avvenuta presa di possesso da parte dei bambini di un’idea, di un concetto.
L’intervento pedagogico deve quindi caratterizzarsi non come insegnamento ma come capacità/opportunità di elaborazione dell’esperienza offerta al bambino nel suo complesso.

Relatore: Prof. Giuseppe Pea
Via Scarampella, 54
25127 Brescia
TEL: 030/312805
CELL: 338/8155887
E-MAIL: giuseppe.pea@alice.it


 
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