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Sostegno e recupero degli alunni in difficoltà
Assicurare agli alunni il successo scolastico

PREMESSA
"Per attuare i sui compiti la scuola si organizza in modo funzionale rispetto agli obiettivi educativi da perseguire; pertanto, mentre segue le linee di un programma che prescrive sul piano nazionale quali debbano essere i contenuti formativi e le abilità fondamentali da conseguire, predispone una adeguata organizzazione didattica, affinché il programma possa essere svolto movendo dalle effettive capacità ed esigenze di apprendimento degli alunni. (dai Nuovi Programmi della Scuola Primaria)"
PROGRAMMARE PER L'INTEGRAZIONE
La scuola italiana si fonda sul principio di una scuola democratica aperta a tutti, dove l’attuazione del diritto allo studio possa dare a ciascuno l’uguaglianza delle opportunità, con l’eliminazione dei fattori di discriminazione e selezione sociale. Tale principio comporta pertanto l’accettazione implicita della diversità degli alunni, quali la diversità dei punti di partenza, delle modalità e dei ritmi di apprendimento.
Il nostro istituto, in quanto scuola di base assume compiti educativi che si innestano direttamente sulla realtà del bambino in un momento particolare della sua crescita. Presupposto della nostra programmazione educativa e didattica è pertanto l’accettazione delle diversità, per accogliere e formare, integrandoli, tutti gli alunni provenienti dal territorio.
Tali obiettivi vengono raggiunti attraverso linserimento dell’istituzione comunità scolastica nel territorio in cui opera, dotandosi di una struttura organizzativa, articolata e flessibile, capace di adattarsi alle singole situazioni e di realizzare il più possibile interventi individualizzati e specifici per casi del tutto singolari.
Pur dovendo fissare itinerari comuni a tutti gli alunni occorre prevedere, nel concetto di un’organizzazione didattica flessibile e individualizzata, la possibilità di forme personali di apprendimento. Mentre per la maggior parte degli alunni può essere sufficiente il potenziamento, l’affinamento e la differenza della prassi didattica, per un minor numero di alunni sono necessari interventi qualificati di didattica differenziata.

IL DISAGIO SCOLASTICO

Sono sempre più frequenti nella scuola i casi di alunni che manifestano malessere nella frequenza: sono demotivati, disinteressati, imparano poco, si disperdono.
Obiettivo comune degli insegnanti è conoscere, capire e fare chiarezza tra i molteplici aspetti, cause e manifestazioni di disagio, al fine di costruire una scuola accogliente, strutturata per accompagnare e sostenere in modo adeguato il percorso di crescita di ciascun allievo.
Allo scopo di delimitare l'area del disagio si è proceduto ad individuare il significato del termine e alla rilevazione dei comportamenti più frequenti che l'alunno manifesta.

E' in situazione di disagio ogni soggetto che non si trova a proprio agio nella scuola. (Disagio. Non agio, difficoltà, malessere, scarsa motivazione)

Gli alunni in situazione di disagio possono essere: alunni stranieri, nomadi con contesti familiari difficili, con problemi caratteriali e di comportamento, con difficoltà di relazione, con difficoltà di apprendimento, disabili.
Lo studente crea problemi che influiscono sulla gestione della classe:

• problemi di comportamento: aggressività, provocazione, disturbo.
• Problemi di relazione: rapporto con i coetanei, rapporti con gli adulti.
• Difficoltà nel rendimento scolastico:

ipostimolazioni: ambiente povero (ieri bambini isolati, oggi bambini stranieri),
deficit cognitivo,
scarsa capacità di ragionamento,
problemi emotivi, relazionali, psicologici,
disturbo specifico di apprendimento,
proposta scolastica non adeguata (errori di insegnamento, cambiamento di figure di riferimento), proposta non adeguata alla fascia d'età.
GLI INTERVENTI DELLA SCUOLA
Per dare valore agli obiettivi formativi che incidono direttamente sullo sviluppo, gli insegnanti agiscono su due direttive per l’impostazione di una programmazione curricolare: all’interno delle discipline, volgendo l’attenzione agli scopi formativi e quindi privilegiando un approccio metodologico, che tenga conto dei modi di apprendere; tra le discipline, convergendo verso obiettivi interdisciplinari, privilegiando le abilità con valenza trasversale rispetto alle discipline stesse.
A livello organizzativo si pongono in atto diverse strategie che consistono nell’articolazione degli alunni in gruppi, omogenei od eterogenei, per le diverse attività scolastiche; nell’accentuazione delle attività pratico espressive. La classe può essere suddivisa in piccoli gruppi per omogeneità degli alunni, rispetto alle capacità di base già accertate; oppure per eterogeneità rispetto alle stesse capacità; per età cronologica o anche per diversa età; operando per grandi gruppi le possibilità di lavoro autonomo per gli alunni si realizzano formando dei sottogruppi interni, in cui abbiano possibilità di seguire itinerari individuali.
Non sono esclusi interventi individuali, limitati nel tempo e programmati negli obiettivi.

Le risorse di cui si avvale la scuola sono:
per gli alunni stranieri: Sportello stranieri, interventi di alfabetizzazione, volontariato, mediazione culturale;
per gli alunni disabili: insegnanti di sostegno, assistenti educatori, Sportello Equipe di consulenza (Clusone), Commissione Handicap (pag.), Sportello Spazio Autismo,;
per gli alunni con difficoltà d'apprendimento: Consulenza sulle difficoltà d'apprendimento, servizio Asl, Punto d'ascolto, Commissione Disagio.

 
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